Progetto LIFE FRESH

Piano per la riqualificazione ambientale delle paludi d’acqua dolce

Progetto LIFE FRESH
Didascalia

Il progetto

LIFE24-NAT-IT-LIFE FRESH
LIFE for FReshwater Eutrophic Swamp Habitats restoration

Durata: 1° settembre 2025 - 30 agosto 2030
Budget complessivo: 5.306.153,27 €
Contributo UE: 3.183.691,96 €
Beneficiario coordinatore: Ente di gestione per i parchi e la biodiversità Delta del Po
Coordinatore: Massimiliano Costa, direttore Parco del Delta del Po

Partner: Consorzio della Bonifica Renana, Comune di Ravenna, Università di Ferrara e Comune di Argenta.

LIFE FRESH ha l’obiettivo di migliorare le caratteristiche degli ecosistemi delle paludi d'acqua dolce della porzione meridionale del Delta del Po, con il ripristino dell'habitat 3150 (laghi eutrofici naturali), tipico di questo tipo di palude, e di altri habitat molto localizzati ma di grande importanza come 3170* (stagni temporanei mediterranei) e 7210*(paludi calcaree basse) garantendone la conservazione nel tempo.

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Obiettivi del progetto e aree di intervento

I principali obiettivi del progetto LIFE FRESH sono:

  • il miglioramento della qualità dell’acqua e dei sistemi idraulici in 8 siti;
  • il ripristino di 382 ettari dell’habitat 3150 con un approccio ecosistemico olistico innovativo, che considera, cioè tutte le componenti e tutte le connessioni ecologiche dell’habitat, attraverso la reintroduzione o il ripopolamento di specie vegetali e animali caratteristiche;
  • il miglioramento dello stato di conservazione di altri habitat prioritari meno diffusi in aree localizzate (3170*, 7210*);
  • la reintroduzione di specie vegetali localmente estinte tipiche delle zone umide d’acqua dolce e degli habitat (quadrifoglio d’acqua, erba coltella) e l’incremento delle popolazioni di alcune specie caratteristiche degli habitat, protette o classificate come altamente minacciate.
  • Il progetto LIFE FRESH lavorerà inoltre sul rafforzamento della cultura delle paludi d’acqua dolce per il recupero delle tradizioni che le hanno caratterizzate, delle opportunità che esse creano e quindi della necessità che esse vengano conservate e valorizzate.
Aree di intervento: le paludi di acqua dolce
LIFE FRESH ha l’obiettivo di ripristinare e conservare l’habitat 3150 nella parte sud-orientale della Pianura Padana e, così, mantenere le paludi d’acqua dolce del Delta del Po. Un intervento che si rende necessario oggi: dopo, sarà troppo tardi.
Negli ultimi 25 anni le associazioni vegetali riferite all’habitat 3150 sono drasticamente diminuite o completamente scomparse da gran parte della Pianura Padana sud-orientale e dal Parco regionale del Delta del Po.

Con esse sono diminuite o scomparse le specie tipiche di questo habitat, oggi rare e minacciate sia a livello locale, sia a livello globale, come sancito dalle categorie di rischio in cui sono classificate nelle Liste Rosse IUCN, al pari dell’habitat stesso.
A questo ritmo e senza alcun segnale d’inversione di tendenza dei fattori che hanno determinato e determinano questo fenomeno, anche gli ultimi siti in cui sono rimasti lembi di habitat 3150 hanno un destino segnato, così come le specie a esso associate.

L’HABITAT 3150 nel DeltaPo
Il Parco regionale del Delta del Po comprende 20 siti della rete Natura 2000. In essi, vi sono circa 22.000 ettari di zone umide, di cui 20.000 ettari di lagune e valli salmastre e 1.600 circa di paludi d’acqua dolce, concentrati in tre siti Natura 2000: IT4060001 - Valli di Argenta; IT4070001 - Punte Alberete, Valle Mandriole; IT4070002 – Bardello.

Il motivo della rarità locale delle paludi di acqua dolce è dovuto principalmente a due fattori:
  • storico: l’intensità con cui sono state bonificate (poiché erano più facili da prosciugare, davano terreni agricoli migliori ed erano ritenute meno produttive delle valli salmastre, utilizzate per l’allevamento di pesci più pregiati);
  • geografico: la netta prevalenza del mare Adriatico sugli apporti fluviali del Po e dei fiumi appenninici, acuita dalla subsidenza e dagli effetti dei mutamenti climatici (come l’innalzamento del livello del mare, minori precipitazioni, temperature più elevate e conseguente maggior evaporazione) e dagli utilizzi antropici dell’acqua dolce per l’irrigazione in agricoltura (anch’essa oggi intensificata a causa dei mutamenti climatici).
L’habitat 3150, laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition, che maggiormente caratterizza le paludi di acqua dolce a livello continentale è per la sua rarità e per le sue caratteristiche un habitat complesso, fragile e affascinante. Spesso flottante e non radicato, non composto da strutture vegetali forti come quelle di una foresta, o ben radicate al terreno come una prateria, è costantemente in balìa delle acque e delle variazioni idrologiche, condizionate dagli effetti dei mutamenti climatici.

Un habitat particolarmente raro, localizzato, e ovunque in forte regressione, se non addirittura già scomparso.



IT4060001, Valli di Argenta, ha una superficie, nella sua totalità, di 2.905 ettari e comprende Cassa Bassarone, Val Campotto, Cassa Lugo, il Bosco del Traversante, Valle Santa e il suo prato umido, aree agricole esondabili a seminativo utilizzate come cassa di espansione dei fiumi Reno, Idice e Sillaro, un tratto del fiume Reno (lungo 7,6 km) con le relative golene, tratti significativi dei torrenti Idice e Sillaro e dei canali Botte e Garda nei loro tratti confluenti nel Reno stesso, alcuni estesi chiari da caccia all’interno di Aziende Faunistico Venatorie private.

Il complesso delle Valli Argenta ha un’origine artificiale: un complesso di casse d’espansione realizzate dal Consorzio della Bonifica Renana agli inizi del 1900 per costituire e delimitare aree allagabili presso la chiusura del bacino idrografico del Fiume Reno.

Le valli sono strutturate in diverse casse che, attraverso manovre idrauliche spesso associate all’attivazione di impianti idrovori, accolgono grandi quantitativi d’acqua derivante dalla fitta rete di canali di scolo artificiali durante i fenomeni piovosi, permettono il mantenimento della sicurezza idraulica in un territorio fortemente artificializzato a seguito delle operazioni di bonifica.

L’habitat 3150 era presente su tutti i 150 ha di Cassa Bassarone fino alla fine degli anni ‘90, mentre oggi è completamente estinto. In Valle Santa è tuttora presente, ma con una forte riduzione di superficie: 20 ha attuali, contro i 150 della fine degli anni ‘90, con la perdita di molte specie caratterizzanti e un andamento ancora negativo che fa prevedere una scomparsa nel breve periodo, in mancanza di interventi straordinari di conservazione.

In Cassa Lugo (17 ha) è presente su circa 1,4 ha. È ancora presente e ben conservato in Val Campotto, dove occupa una superficie considerevole: circa 300 ha su 420 ha complessivi e dove l’ottimo stato di conservazione ne fanno probabilmente uno degli esempi migliori a livello nazionale.





IT407000, Punte Alberete, Valle Mandriole.
Punte Alberete è una delle due paludi residue della grande cassa di colmata del fiume Lamone, realizzata per bonificare l’area con il limo delle piene fluviali. Le due zone umide sono attualmente divise dal fiume Lamone che le ha generate e tuttora le attraversa (pur essendo da loro separato da arginature), a sud Punte Alberete, a nord Valle Mandriole, che costituiscono il complesso delle Paludi del Lamone (assieme anche all’adiacente Bardello, che ha però diversa origine).

Punte Alberete si presenta come una foresta allagata nella porzione meridionale e orientale e come una palude più aperta, con canneti, boscaglie palustri e bacini, nella porzione settentrionale e occidentale.

L’habitat 3150, fino alla fine degli anni ‘90 e ai primissimi anni 2000 era piuttosto diffuso e in ottimo stato di conservazione in tutto il complesso, in cui occupava circa 35 ha di superficie, di cui circa 30 in Valle Mandriole e 5 a Punte Alberete. Attualmente è estinto da queste paludi a causa di alcuni episodi acuti di ingressione salina avvenuti tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000, le cui cause sono state oggi risolte grazie a una nuova gestione attenta dei manufatti idraulici e delle acque effettuata dall’Ente Parco e dal Comune di Ravenna negli ultimi 4 anni. La scomparsa totale delle idrofite ha tuttavia causato un collasso dell’ecosistema acquatico e, oggi i parametri chimico-fisici delle acque sono divenuti tali da non permettere, senza interventi diretti il ritorno delle specie vegetali scomparse e la ricostruzione dell’habitat.





IT407000, Il Bardello è una prateria allagata che si trova tra Valle Mandriole e la Pineta di San Vitale e si sviluppa sulle sabbie delle stesse paleodune su cui è insediato il bosco di pini. È attraversata da una bassura con fondali limosi, paleoalveo di un antico ramo del Po, il Po di Padenna, che prosegue a sud nella Pineta di San Vitale con il nome di Bassa del Pirottolo e che dà il nome alla città di Ravenna. Fa parte del complesso delle Paludi del Lamone (assieme a Punte Alberete e Valle Mandriole). Nel sito l’habitat 3150 è naturalmente confinato a piccole raccolte d’acqua, in totale 2,05 ettari, ma è ancora presente.

Attività LIFE FRESH

Gli obiettivi di progetto verranno perseguiti grazie alle seguenti principali linee di azione:

RICOSTRUZIONE, MANTENIMENTO E ACCESSIBILITÀ DELL’HABITAT 3150
Un insieme di azioni per il completo ripristino dell’habitat 3150 con un approccio ecosistemico olistico: dall’analisi dell’efficacia dei modelli idraulici dei siti interessati, la realizzazione di interventi puntuali per il miglioramento dell’approvvigionamento idrico e della qualità delle acque; il potenziamento di allevamenti e vivai per azioni di reintroduzione e ripopolamento delle specie vegetali e animali target di progetto e il ripristino dell’habitat 3150.

INTERVENTI PER FAVORIRE LE SPECIE
Un insieme di azioni per favorire alcune specie target tipiche degli habitat di progetto, protette dalle direttive UE 92/43/CEE (testuggine palustre, pelobate fosco) o 2009/147/CE (moretta tabaccata, mignattino piombato), oppure ai più alti livelli di minaccia nelle liste rosse IUCN (moriglione). Alcune specie saranno favorite indirettamente dal miglioramento degli habitat (sgarza ciuffetto, rana di Lataste, luccio italico, cardinale padano) e il loro aumento contribuirà a rendere l’habitat più resiliente.

MONITORAGGIO
Un piano di monitoraggio continuo per la raccolta dei dati necessari nelle diverse fasi di progetto (iniziale, intermedia e finale) riguardanti parametri ambientali, habitat e specie, con l’obiettivo di garantire la migliore efficacia degli interventi proposti dal progetto e di valutarne gli effetti.

COMUNICAZIONE E COSTRUZIONE DELLA COMUNITÀ DELLE PALUDI
Risultati e azioni di progetto saranno condivisi e promossi grazie a numerose attività di comunicazione, con l’obiettivo di consolidare la conoscenza e l’affezione a questi importanti habitat. Un percorso culturale alla riscoperta delle tradizioni della palude per sottolineare e svelare la grande importanza di queste aree per le comunità che le vivono.

Un percorso di consapevolezza rivolto anche alle istituzioni, con la promozione di una verifica ed eventuale riprogettazione degli strumenti di gestione delle paludi di acqua dolce. La creazione della Comunità dei Popoli delle Paludi, per riunire le genti delle aree europee caratterizzate da zone umide di acqua dolce nella tutela e valorizzazione di questi habitat.

Gli obiettivi del progetto LIFE FRESH verranno perseguiti con la promozione di 33 azioni che verranno progettate e realizzate durante i cinque anni di durata del progetto. Queste sono organizzate in sei Work Package:

  • GESTIONE DI PROGETTO E COORDINAMENTO;
  • BASELINE, MONITORAGGIO E VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI;
  • INTERVENTI PER LA RICOSTRUZIONE, IL MANTENIMENTO E L’ACCESSIBILITÀ DELL’HABITAT 3150;
  • INTERVENTI PER FAVORIRE LE SPECIE;
  • COMUNICAZIONE, DISSEMINAZIONE LIFE FRESH;
  • CREAZIONE DELLA COMUNITÀ DEI POPOLI DI PALUDE E SOSTENIBILITÀ, REPLICABILITÀ E SFRUTTAMENTO DEI RISULTATI DI PROGETTO.

Nuove azioni

Nuova operazione LIFE FRESH: la Salvinia natans trasferita in 11 punti del Parco del Delta 
Il ritrovamento del professor Graziano Rossi ad Anita ha dato il via all’intervento coordinato dal Parco del Delta del Po: otto punti a Punte Alberete, uno sul Lamone e due nelle Valli di Argenta.

Una nuova operazione per riportare la vegetazione acquatica nelle paludi del Delta del Po è stata realizzata oggi nell’ambito del progetto europeo LIFE FRESH. Protagonista questa volta è la Salvinia natans, una piccola felce acquatica galleggiante, caratteristica degli ambienti di acqua dolce e oggi rara in gran parte della Pianura Padana.

La presenza spontanea della specie è stata individuata dal professor Graziano Rossi dell’Università degli Studi di Pavia presso il collettore della Rotta, in località Anita, nel Comune di Argenta (FE). Il ritrovamento ha permesso di organizzare un intervento di prelievo e trasferimento del materiale vegetale verso alcuni dei siti interessati dalle azioni di LIFE FRESH.
L’operazione è stata realizzata congiuntamente dai partner del progetto, Comune di Ravenna e Consorzio della Bonifica Renana, sotto il coordinamento operativo del Parco del Delta del Po, che ha guidato direttamente le attività sul campo.

Una volta effettuato il prelievo, gli esemplari di Salvinia natans sono stati distribuiti in 11 diversi punti individuati all’interno delle aree interessate dal progetto: otto a Punte Alberete, uno lungo il fiume Lamone e due nelle Valli di Argenta. Parte del materiale è stato portato al vivaio di Argenta, gestito dal Consorzio della Bonifica Renana, e al giardino botanico di Ferrara, gestito dal personale UNIFE, partner di progetto.

L’obiettivo è favorire la ricostituzione delle comunità di idrofite in ambienti di palude nei quali queste specie non crescono più spontaneamente da decenni. La scomparsa o la forte riduzione della vegetazione acquatica è legata a diversi fattori limitanti, tra cui le condizioni della qualità dell’acqua, la presenza di specie invasive come nutrie, carpe e gamberi della Louisiana e le modificazioni degli equilibri idraulici ed ecologici che hanno interessato questi ambienti.

LIFE FRESH: ricostruire gli habitat acquatici del Delta
L’operazione sulla Salvinia natans si inserisce nelle azioni del progetto europeo LIFE FRESH – LIFE for FReshwater Eutrophic Swamp Habitats restoration, coordinato dall’Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità Delta del Po.

Il progetto, della durata di cinque anni, ha l’obiettivo di recuperare e migliorare gli ambienti di palude d’acqua dolce del Delta del Po, con particolare riferimento all’habitat 3150, caratterizzato dalla presenza di comunità di piante acquatiche, tra cui ninfee e idrofite galleggianti.
Le aree interessate comprendono Punte Alberete, Valle Mandriole e il Bardello nel territorio di Ravenna e le Valli di Argenta, ambienti di straordinario valore naturalistico nei quali la vegetazione acquatica ha subito nel tempo una forte regressione.
Il recupero delle idrofite rappresenta una delle azioni attraverso cui LIFE FRESH punta a ricostruire la complessità ecologica di questi habitat. La reintroduzione di specie come Salvinia natans e Spirodela polyrhiza, individuate in popolazioni spontanee ancora presenti nel territorio, ma in zone fortemente minacciate, consente di affiancare agli interventi sulle condizioni ambientali anche un’azione diretta sul patrimonio vegetale che caratterizza questi ecosistemi.
L’obiettivo finale è quello di riportare progressivamente vita acquatica nelle paludi, ricreando le condizioni affinché le comunità di idrofite possano nuovamente insediarsi e svilupparsi in modo naturale.

Ultimo aggiornamento: 14/09/2026, 12:14

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