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L'iter del Piano Strutturale Associato
Con la Legge regionale "Disciplina generale sulla tutela e l'uso del territorio" (n. 20 del 2000), il governo del territorio è stato profondamente innovato nei contenuti e nelle forme, regolando i rapporti fra gli enti territoriali e locali in materia di urbanistica secondo principi di sussidiarietà e cooperazione.
Tra le altre innovazioni, i Piani Regolatori comunali sono stati modificati nelle caratteristiche e semplificati nelle procedure: i contenuti dei PRG sono stati scorporati in tre nuovi strumenti di pianificazione generale - i Piani Strutturali Comunali (PSC), i Piani Operativi Comunali (POC), i Regolamenti Urbanistico Edilizi (RUE).
Il processo di elaborazione di un Piano territoriale è distinto in fasi, che coincidono con la predisposizione di specifici strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica:
il quadro Conoscitivo;
il documento Preliminare;
la valutazione Sostenibilità Ambientale e Territoriale (VALSAT);
la conferenza di pianificazione, momento di confronto e discussione sugli obiettivi e le scelte proposte;
il progetto di Piano vero e proprio (Tavole e Norme di PSC);
il P.O.C. (Piano Operativo Comunale);
il R.U.E. (Regolamento Urbanistico-Edilizio);
Dal punto di vista metodologico, la disciplina regionale prevede un processo partecipato di elaborazione dei piani in ogni fase, attraverso:
la concertazione delle scelte di piano
con gli altri livelli amministrativi
e i comuni contermini;
la concertazione con le organizzazioni
economiche e sociali;
il confronto con gli operatori privati
e i singoli cittadini.
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