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ConsandoloPatrizia Molesini ci racconta Consandolo

La prima Delizia estense fuori Ferrara venne costruita proprio a Consandolo nella prima metà del 1400 da Nicolò III d'Este. Delizia che raggiunse il massimo splendore quando nel 1540 divenne possedimento di Renata di Francia, moglie di Ercole II d'Este e figlia di Luigi XII Re di Francia, la quale, un po' defilata dalla corte di Ferrara, poté professare la propria fede protestante ospitandovi, si dice, anche Giovanni Calvino. Della Delizia oggi non rimane nulla, solo documenti e scritti ci possono far immaginare lo sfarzo e la ricchezza del palazzo.
Il mio paese nel secondo dopoguerra, sfruttando il collegamento ferroviario con Bologna e la lungimiranza imprenditoriale di Luigi Buscaroli, precursore in Italia della moderna produzione frutticola, arrivò a contare cinque grandi complessi frigoriferi per la lavorazione e conservazione della frutta. Consandolo oggi conta circa 2.000 abitanti, io sono una di questi da sempre,. Ho sposato un consandolese come me e dopo il matrimonio stabilirci nel nostro paese ci è sembrata la cosa più normale da fare. Vivere in un piccolo paese ha sicuramente diversi pregi, ci conosciamo quasi tutti, e, nonostante alcuni episodi le nostre zone sono ancora abbastanza tranquille, abbiamo un'ottima scuola materna, i nostri bambini possono frequentare la scuola primaria e la secondaria di I grado nel paese. Per gli anziani la presenza della banca, della farmacia e della Posta è rassicurante e li rende autonomi.
Allo stesso tempo i difetti di vivere in campagna sono legati alla distanza da percorrere quotidianamente per raggiungere il lavoro, le scuole superiori, per andare al cinema o a teatro. I trasporti pubblici, presenti in periodo scolastico sono scarsi durante l'estate, e dal nostro paese per raggiungere l'ospedale di Cona bisogna passare per Ferrara.
Partecipare alla vita di Consandolo facendo parte del Consiglio di Partecipazione prima e dei Rappresentanti di Partecipazione Cittadina poi, è stato interessante e stimolante, per conoscere meglio i miei concittadini, apprezzare il lavoro delle associazioni di volontariato, e allo conoscere gli amministratori locali e i loro collaboratori.
Il centro e le strade principali del mio paese meritano una visita nel periodo natalizio, quando si accendono le luminarie, opera del Gruppo di Attività Natalizie ora Proloco GAN, che da diversi anni richiamano visite dai paesi limitrofi.
Un altro motivo per visitare Consandolo è il percorso del Primaro, un sentiero sterrato che percorre il vecchio argine del fiume in un percorso quasi parallelo alla via Nazionale, la vecchia Adriatica, molto frequentato da ciclisti in mountain bike, da camminatori e amanti del running.
L'AZIENDA AGRICOLA LUIGI BUSCAROLI

Luigi Buscaroli, perito agrario di Massa Lombarda, cominciò a comperare terra a Consandolo, iniziando nel 1905 dal fondo Trombone, podere già famoso per un allevamento di cavalli da corsa, istituito dai marchesi Costabili di Ferrara a metà del XIX secolo.
Diplomato a Imola nel 1897, aveva già tentato un impianto fruttifero nella sua terra natia, dove in precedenza alcuni tecnici inglesi avevano impiantato dei peschi, sperimentandone la coltura.
Così egli portò a Consandolo la sua esperienza, mettendo a dimora fin dal 1906 i primi 590 peschi al Trombone, destando la meraviglia degli operai per questa nuova coltura.
Fino a quegli anni infatti, l'agricoltura di Consandolo aveva avuto come unici prodotti il grano, il granoturco e la canapa; per questo raccontava un vecchio operaio di quei tempi che, avendo posto a Buscaroli la domanda del perché impiantasse il frutteto anziché seminare grano e mais, prodotti con i quali ricavare pane e polenta, base dell'alimentazione di quel tempo, ricevette questa risposta: “Quando venderemo la frutta potremo acquistare il pane, la polenta ed anche il companatico”.
Ben presto Buscaroli sviluppò questa nuova coltura in modo notevole, compiendo continui esperimenti su nuove varietà di frutta, tentando innesti ed associando le coltivazioni. Cercò collaborazione con industrie chimiche per una costante evoluzione di prodotti antiparassitari, più mirati a combattere le malattie ed i parassiti; fino ad allora infatti si usava il solfato di rame come rimedio generale, irrorandolo con pompe a mano che ben presto divennero obsolete. Specializzò i braccianti in queste nuove mansioni e per questo vennero inviati a Massa Lombarda per frequentare corsi di potatura, conoscenza da trasferire poi ai colleghi in azienda.
Negli anni '50, vennero organizzati dei corsi anche nel paese di Consandolo, tenuti da tecnici dell'Università di Bologna; alla fine del corso, gli operai ottenevano una qualifica che comportava una modifica alla loro tariffa. Alcuni di questi, acquisendo molta esperienza, divennero agenti di campagna in altre aziende fuori zona.
In seguito a tutte queste ricerche e all'impegno profuso, l'Azienda Agricola Luigi Buscaroli ebbe uno sviluppo veramente grandioso.
Da pochi chili di pesche nel 1908, che divennero 66 quintali nel 1909 e già 126 quintali nel 1910, raggiunse nel 1921, con l'introduzione della coltivazione del pero, la consistenza di 10 ettari di frutteto con 10.000 piante.
Dal 1922 in poi gli impianti di nuovi frutteti furono messi a dimora ad un ritmo tale da raggiungere anche le 10.000 piante annue, fino a conseguire nel 1937 un totale di 118.100 piante su un terzo del terreno aziendale. Nei rimanenti due terzi, circa 260 ettari, si coltivavano grano, mais, canapa, barbabietole e foraggi.
L'azienda agricola si estese costantemente con l'acquisizione di sempre nuovi terreni, che portò Luigi Buscaroli ad essere proprietario di numerosi fondi, riuniti in tenute sulla base della loro ubicazione, ad uso amministrativo. Si contavano pertanto le tenute Trombone, Frassino, Portoni, Scalambra, Santa Croce. Alcuni fondi furono creati ex novo dal recupero di terreni bonificati nel 1928/29 con la realizzazione del Cavo Spina e a questi fondi Buscaroli diede il nome dei suoi figli.
Tali ritmi di produzione vennero conservati fino agli anni 1942/43, ma vennero drasticamente ridotti con il progredire degli anni di guerra.
La sirena della fabbrica, che scandiva le giornate di lavoro dei Consandolesi, non mancando mai di annunciare le otto del mattino, aveva annunciato anche l'entrata in guerra dell'Italia.
Nell'aprile del 1945 l'attività industriale si azzerò per le gravi distruzioni che i bombardamenti e gli incendi produssero.
Nel dopoguerra gli impianti furono ricostruiti in scala ridotta, ma la sirena ritornò a suonare. L'azienda Buscaroli, che era sorta come impresa individuale, si organizzò in forma societaria familiare per superare le disposizioni della riforma agraria introdotta in quel periodo. Infatti per la legge Gullo
Segni l'impresa fu suddivisa in quote intestate ai componenti della famiglia Buscaroli, assumendo così un aspetto societario.
Nell'anno 1955 le condizioni di mercato determinarono la totale chiusura dell'attività industriale. Contemporaneamente continuava a procedere con i ritmi dell'anteguerra l'attività dì produzione agricola e di esportazione, fino all'anno 1964, quando l'attività commerciale confluì in un consorzio per l'esportazione, denominato Cofer, struttura cooperativa di Ferrara.
dal sito www.consandolo.it, a cura dell'Associazione Ricerche Storiche di Consandolo
GIANLUIGI BERTAZZOLI

Mi sono trasferito a Consandolo a fine anni ottanta, per cui non sono un consadolese doc. Ma l'importante è la volontà: fin da subito mi sono avvicinato al Gruppo Attività Natalizie, ora Proloco GAN, grazie alla quale abbiamo potuto realizzare diverse attività per il nostro paese. Oltre al progetto delle luminarie di Natale, siamo riusciti nel 2000 e nel 2010 a svolgere proprio qui le mini olimpiadi dei ragazzi, una gran soddisfazione per noi! Inoltre, a settembre la nostra fiera di paese e la distribuzione della calza della Befana, resa possibile grazie al contributo di tutti i commercianti.
Il bello della nostra comunità è che tutte le proposte, specialmente quelle dedicate ai ragazzi, vengono sempre accolte con entusiasmo e spirito di partecipazione. Certo è che, come in tutte le realtà, avremmo sempre più bisogno di volontari... per cui fatevi avanti!

MATTEO RUBBINI

Con Consandolo ho un rapporto complesso, in bilico tra l'odio e l'amore.
I ritmi di un paese di provincia per me sono fondamentali, mi piace rilassarmi nel suo verde, nei negozi in cui ti fanno credito perché “tanto ci si conosce tutti” e in quel tepore che ti rilascia il vivere lento di un'altra epoca.
Al contempo le dinamiche di un paesino sono soffocanti, non c'è un orizzonte lavorativo, un futuro, e gli abitanti spesso sono pettegoli.
A questo si aggiunge che Consandolo ha una data di scadenza che non supererà i 50 anni!
Io continuerò a sbrogliarci la mia esistenza finché sarà possibile, consapevole che, nel bene o nel male, avrò vissuto un'epoca che non ci sarà più.
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Pubblicato nel marzo del 2015
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