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#bellargenta - BandoBANDO
Storia
Il nome del paese deriva probabilmente dal latino bandus, cioè ripartizione; nel dialetto locale band significa parte e in Ravenna significa rione. La parte più antica di Bando corrisponde alla zona chiamata il Pennello dove ora c'è una casa colonica. L'agglomerato in quella posizione è giustificato dal fatto che tale zona era la più elevata dei dintorni. Poi il paese si spostò, in un processo continuo, forse durato vari secoli, fino a concentrarsi nei dintorni dell'attuale chiesa. Il documento più antico che parla del paese è del 1270, menzionato tra le ville della visconteria di Argenta concesse dall'arcivescovo di Ravenna a Obizzo d'Este perchè fossero protette e coltivate.
Tratto da "Argenta e i suoi dintorni", Dino Giglioli.

Bando
la scheda

Popolazione: 870 abitanti, i Bandensi
Coordinate geografiche: Latitudine: N 44° 38' 38.4' - Longitudine: E 11° 53' 03.2'
Estensione: 2.734 mq
Lingua: italiano, Argentano e tracce di romagnolo
Segni particolari: terra di bonifica

RPC di Bando
Presidente:
Marino Mingozzi
Vice:
Milena Trentini
Segretario:
Ornella Quattrini
Componenti:
Massimo Felloni, Stefano Morelli

per scrivere all'arp
rpcbando@gmail.com
MARINO MINGOZZI 
ci racconta Bando

 Mingozzi MarinoSono il presidente dell'RPC di Bando, mio paese di origine e paese nel quale lavoro. Bando è una realtà caratterizzata da una comunità forte, unita principalmente grazie al grande lavoro che negli anni hanno fatto le persone in primis, grazie all'associazione della Zanzara e alla polisportiva ASD Bando.
Il bello è che tutti, se vogliono, hanno la possibilità di dare supporto al paese, dai giovani ai meno giovani, ideando attività, laboratori e soprattutto la nostra festa della Zanzara a fine estate.
Diverse attività produttive resistono al cambiamento dell'economia, negozi storici che hanno affrontato la crisi degli ultimi anni trovando una nuova dimensione. Inoltre, ricordo la San Marco Bioenergie che oltre ad essere la realtà industriale che tutti noi conosciamo, è anche un'opportunità di lavoro per i nostri giovani. La nostra terra, che una volta era terra di braccianti e lavoratori edili, ora si è trasformata, ma rimane un piccolo centro che offre diversi servizi; abbiamo la farmacia, il campo sportivo, un distributore, la scuola materna e alcuni negozi che supportano la quotidianità. Inoltre, a due passi, la nostra oasi, una zona umida di straordinario valore naturalistico per la salvaguardia di numerose specie animali e vegetali. Diciamo che Bando, famoso per il detto "tre case e un forno", in realtà è più di tutto questo, per il forte senso di comunità che siamo riusciti a creare negli anni.
GINO VENTURINI
Proprietario del "bazar", punto di riferimento per acquistare qualsiasi cosa!

«Ho un'attività che è difficile da mantenere, e che finirà con me... Ma io resisto finché ce la faccio! Devo garantire un servizio pubblico, perché vendo anche i giornali. Delle volte capita che venga qualcuno e che mi dica "Ho girato tutta Argenta e alla fine ho trovato qui quello che cercavo!", quindi ho pensato di attaccare un cartello fuori con scritto "Prima passa da Gino!".
La nostra piazza è un bel luogo di incontro e ritrovo, dove tra l'altro facciamo la festa della Zanzara. I giovani di oggi per i servizi tendenzialmente si spostano, ma a compensare questa mancanza, qui da noi c'è una risposta più coesa nell'associazionismo, che ci ha permesso di mantenere la nostra identità». 


FLORIANO TRENTINI
Presidente dell'Associazione La Zanzara

«L'associazione della Zanzara, della quale sono presidente da 6 anni è un forte caposaldo della comunità di Bando. Siamo riusciti negli anni a posizionarci come realtà aggregativa per giovani e meno giovani. Passiamo dalla festa di fine estate, con stand gastronomico e musica, alle partite a carte del mercoledì sera, fino al raduno di biciclette a gennaio o alla consegna dei doni della Befana a bambini e anziani. Diciamo che ce n'è per tutti i gusti e tutti si danno da fare per portare avanti i progetti della nostra associazione, che da quasi vent'anni (dal 1998) lavora per la comunità. Anche i più giovani sono parte integrante e attiva del nostro gruppo e non posso fare altro che ringraziare loro, il consiglio e tutti i volontari per il grande impegno profuso».
BANDO, STORIE DI BONIFICA
in collaborazione dìcon Ada Rossi

La storia di Bando è una storia tipicamente argentana, storia di bonifica. Ma per la presenza delle terre del Mezzano, la bonifica è stata ancora più incisiva.
1950: la riforma agraria cambia faccia al Mezzogiorno e alla Pianura Padana. Nel Mezzano le terre vengono strappate alle acque e assegnate ai braccianti che ne fanno richiesta. Uno stravolgimento culturale ed una opportunità per un grande numero di famiglie, molte delle quali, affamate dalla guerra, scendono dalle colline romagnole e arrivano a Bando, che cambia volto e accoglie soprattutto gli abitanti di Civitella di Romagna (la zona di Meldola colonizza invece Anita). A Bando quindi, come anche in buona parte del nostro comune, si vivono insieme alle tradizioni ferraresi, anche quelle romagnole. E se è vero che a Bando ancora esiste il dialetto argentano (quello vero, puro), qualche famiglia con una inflessione romagnola la si trova.
Dal1950 i cittadini ricevettero circa sette/dieci ettari di terreno per nucleo familiare. Una delle coltivazioni più diffuse era quella del riso. L'Ente Delta Padano, istituito dal ministero dell'agricoltura nel 1951, era intitolato della realizzazione delle opere pubbliche e della gestione delle terre da redistribuire. L'assegnatario provvedeva, per trent'anni, a versare allo Stato il riscatto e a rispettare il patto di riservato dominio (dello stato) che impediva la vendita del terreno a terzi non assegnatari. Intorno all'85 il processo è stato velocizzato ed è stato possibile per molte famiglie versare la quota di riscatto mancante in un unica soluzione e diventare così proprietari dei terreni.
Nell'immediato dopoguerra il bisogno primario era quello della rinascita e tutti volevano fare la propria parte. Un episodio che resta nella storia della comunità di Bando è quindi ovviamente legata al bracciantato ed allo sviluppo agricolo e parla di un gruppo di donne, organizzate da Irma Ornoffi, che nel bisogno e nella voglia di lavorare autonomamente decisero di andare a mietere il grano nelle terre dell'Ente. Il gruppo venne processato a Portomaggiore per il reato commesso, ma il concetto che risultò vincente, fu quello della la lotta per l'emancipazione e per la redistribuzione delle terre ai fini dell'equità economica.
Anche perché la riforma agraria imponeva che le terre fossero assegnate in precedenza a famiglie con figli maschi. Un germoglio emancipatore che è ricordato dall'ex Cdp, che con il presidente Marino Mingozzi ha intitolato nel 2013 un parco tra via Piave e via Po a Irma Ornoffi.
Oggi la situazione è cambiata, dopo la fine del vincolo trentennale molte famiglie hanno preso la decisione di dismettere l'attività agricola e quindi molte piccole proprietà sono andate scomparendo. Le dimensioni dei fondi sono aumentate con molti sacrifici ma effettivamente la cultura del piccolo proprietario terriero rimane fondante della nostra comunità.
Conosci una curiosità su BANDO?
scrivi una e-mail a comunicazione@comune.argenta.fe.it
la pubblicheremo!
Anagrafica dell'Ente
Comune di Argenta
Piazza Garibaldi 1
44011 Argenta (FE)
Tel. 0532.330.111- Fax 0532-330.217
Cod. ISTAT 038/001
Partita I.V.A. 00108090382
Codice Fiscale 00315410381
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Pubblicato nel marzo del 2015
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