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CulturaTEATRO che democratica passione

Intervista al Vice Sindaco ANDREA BALDINI
Assessore al Bilancio, Turismo, Fiera, Istruzione, Sport e Teatro

La stagione teatrale riparte con un cartellone che il Direttore del Teatro Comunale di Ferrara e il Responsabile dell'Ufficio Produzione di Ravenna Manifestazioni hanno definito di livello nazionale. Una bella soddisfazione. Che cosa ci dice a proposito?
«Esprimo il mio più sentito ringraziamento al Presidente nonché Direttore artistico del “Gruppo Teatro Danza Giovani '90” Gianna Dirani, che in un delicato momento di transizione ha voluto scommettere sul Teatro dei Fluttuanti e sul suo pubblico, riportando da subito il palcoscenico argentano ad una visibilità interregionale. Ma quello che più mi preme evidenziare è che il progetto culturale che gravita attorno al Teatro dei Fluttuanti non si limita ad una stagione teatrale di tutto rispetto: è articolato e investe la comunità nella sua interezza. C'è l'attenzione alle espressioni artistiche locali con la prospettiva di poter sostenere la realizzazione di spettacoli anche nelle frazioni del territorio. C'è la conferma del cinema di prima visione, che in questi anni gli argentani ci hanno richiesto a gran voce. E, soprattutto, c'è la volontà di portare il Teatro nelle scuole di ogni ordine e grado con un grande lavoro di ascolto e di progettazione insieme con gli insegnanti, perché i valori del teatro possano essere diffusi tra le più giovani generazioni».

Rimaniamo sulla stagione teatrale. 17 spettacoli di cui 4 comici, 4 musicali o comico-musicali, 3 di prosa, 2 di danza e 4 eventi: le magiche bolle di sapone di Silvia Gaffurini, i Sonics acrobati, le ombre danzanti di Catapult e Delitto a teatro di Giovani '90. Molti sottolineano che i teatri stanno prediligendo i generi “leggeri” per ragioni di cassetta a scapito della prosa classica, che è il vero teatro. Che cosa ne pensa?
«Sicuramente tutti gli elementi, che possono concorrere alla sostenibilità economica di una gestione teatrale, vanno fortemente perseguiti in un periodo in cui non si può più contare su importanti sovvenzioni pubbliche e sponsorizzazioni private. Credo, inoltre, che il bisogno di “leggerezza” del pubblico non vada solamente inteso come rifugio nella dimensione del sogno consolatorio, praticamente irrealizzabile, o come fuga dalla realtà. Il rischio c'è, soprattutto in tanta cattiva televisione. Tuttavia questa ricerca della leggerezza, a mio avviso, va anche letta come capacità di sapersi alzare da una realtà opprimente, che si presenta come labirintica, di attivare il sentimento dell'ironia per appoggiare uno sguardo critico sulle abitudini, che ci hanno portato in numerose contraddizioni, apparentemente irrisolvibili, e magari scoprire qualche orizzonte nuovo con la freschezza di un'immaginazione, che riesce a rimanere sul piano aderente della realtà. Il teatro, in questo continuo processo di disillusione e reincantamento che è la condizione umana, ci aiuta. Appassiona, fa discutere, sognare e riflettere. D'altronde, anche gli antichi mettevano in scena le commedie e, come sappiamo, il teatro è all'inizio della civiltà occidentale, della capacità di una comunità di ritrovarsi in uno spazio pubblico di tutti, di sapersi confrontare in maniera dura nel massimo rispetto reciproco sulle questioni, che sono attinenti alla sopravvivenza della città, e alla fine di individuare delle soluzioni condivise che diventano il bene comune».

E il cinema in tutto questo cosa c'entra?
«Il cinema è il teatro portato nella nostra modernità tecnologica. Sappiamo quanto il cinema abbia influenzato i miti della società contemporanea. Per la nostra realtà locale sarà una sfida riuscire a rimanere al passo dell'evoluzione tecnologica che vediamo, ad esempio, su internet o sulla TV satellitare. Intanto, riuscire a portare le persone fuori di casa a vedere un bel film è già un primo passo verso quei valori di dialogo e condivisione, di cui ho parlato. Il progetto del Gruppo Giovani '90 prevede, inoltre, la realizzazione di una rassegna d'essai, che avvicinerà il pubblico al cinema di qualità che l'Italia riesce ancora a produrre, come ha dimostrato Sorrentino con “La grande bellezza”. Infine, ad Argenta spicca l'esperienza del Festival nazionale del cortometraggio, organizzato dall'associazione “Zerotrenta”, che da alcuni anni trova ospitalità proprio presso il Teatro dei Fluttuanti per il successo di pubblico e grazie al quale auspichiamo la nascita di nuove iniziative per la settima arte».

Teatro e comunità, un tema a lei caro. Cosa vuole aggiungere a quanto detto?
«Il teatro è la casa di tutti quelli che fanno cultura. Questo principio va contemperato, però, con la sostenibilità dei costi di gestione del Teatro dei Fluttuanti, che purtroppo per le sue dimensioni sono elevati. Parliamo, infatti, di una sala con 600 posti a sedere. Nella convenzione con l'associazione Giovani '90 per la promozione delle attività di spettacolo e cinema ad Argenta, l'Amministrazione Comunale si è riservata 25 giornate di utilizzo gratuito che, in particolare, saranno destinate alle iniziative delle scuole o a manifestazioni di rilievo, organizzate direttamente dal Comune. Altre 20 giornate, invece, sono riservate a manifestazioni patrocinate, che beneficeranno di una tariffa agevolata per l'uso del Teatro. Con questa accortezza pensiamo sulla base della nostra esperienza di aver tutelato tutte quelle manifestazioni che rivestono un evidente interesse pubblico. Va detto, però, che qualsiasi attività teatrale richiede oggi alcuni servizi tecnologici di luci e amplificazione che si adattano di volta in volta alla particolarità della manifestazione e risultano onerosi per qualche centinaia di euro. Questi costi rimangono in capo ai soggetti organizzatori, perché l'esiguità delle risorse a disposizione del Comune non consente di trasferirli in capo all'associazione Giovani '90, che potrà comunque essere punto di riferimento tecnico per tutte le esigenze che si manifesteranno».
Allegati alla pagina
Pieghevole Stagione Teatrale 2015-2016
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Pubblicato nel marzo del 2015
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