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OSPITAL MONACALE

Ospital Monacale è la frazione del Comune di Argenta dove sono nata e cresciuta e siamo poco più di 800 abitanti.
Vivere in una piccola frazione presenta vantaggi e svantaggi.
I vantaggi sono quelli di poter vivere lontano dal traffico e dalla frenesia quotidiana e respirare l'aria di campagna. Ci conosciamo quasi tutti e ci salutiamo sempre con il sorriso stampato in faccia.
I nostri bambini possono giocare sereni a parco pubblico.
Un gruppo di volontari si adopera per non far morire il paese organizzando feste!
La festa del castrato in maggio e la festa della birra a luglio il grande concerto della corale a dicembre a cui partecipa gran parte del paese. Il ricavato delle due feste viene dato in beneficenza.
Gli svantaggi sono ovviamente la mancanza dei servizi primari, la posta, la banca, la scuola primaria, e questo comporta un continuo spostarsi nei paesi limitrofi.
Secondo me servirebbe qualche gioco in più al parco comunale per i più piccoli, che l'amministrazione potrebbe darci.
Ospital Monacale è ancora un'isola felice, dobbiamo mantenerla, e magari migliorarla ancora di più.

Luana Nardi, Presidente RPC Ospital Monacale



Mi chiamo Patrizia Rimessi, vivo ad Ospital Monacale e sono proprietaria di un piccolo negozio di alimentari. Si vive bene, in modo tranquillo, forse fin troppo. Viviamo in una piccola realtà che sta subendo il cambiamento inevitabile del tessuto sociale, come in tutte le altre frazioni del comune. Come proprietari di un'attività, ne stiamo risentendo molto. Prima c'era molto più movimento: la nonna che veniva a fare la spesa, il signore del paese che comprava anche solo un etto di mortadella, adesso questo non succede più.
La gente preferisce andare nella grande distribuzione e nelle grandi città non spendendo più in questi piccoli paesi. Le abitudini sono cambiate e anche il senso dell'aggregazione, della compagnia e dello stare insieme sta venendo meno. Ecco che ogni giorno cerchiamo di reinventarci, come tutti i piccoli produttori, per cercare di restare a galla. Purtroppo non siamo abituati a tanti tempi morti, prima entrava gente, facevamo due chiacchiere, eravamo più vivi, ecco! Oggigiorno cerchiamo di adattarci alle situazioni che cambiano ma, a volte, anche reinventarsi vuol dire investire denaro che spesso non si ha. Sicuramente la cosa più positiva è che viviamo fuori dallo stress della città e in 20 minuti riusciamo ad essere dove vogliamo essere. Nonostante tutto siamo rimasti nel nostro paese d'origine e cercheremo di vivere sempre con entusiasmo e con serenità perché anche noi siamo il paese e dobbiamo crederci!

Patrizia Rimessi

Ospital Monacale è uno dei piccoli centri abitativi del Comune di Argenta dove ahimè i servizi al cittadino, specialmente per le persone anziane, sono sempre più carenti. Le problematiche sono legate soprattutto alla mobilità per raggiungere gli uffici predisposti alla "gestione" della propria vita sociale. Purtroppo questo trend coinvolge sempre più tutte le realtà medio piccole, ma osservando quello che le varie associazioni di volontariato organizzano nei vari pasi credo e spero che, in un futuro non troppo lontano, ci sia una rivitalizzazione di queste fantastiche realtà. Io sono nato, cresciuto e abito ancora qui e la mia intenzione è di continuarci a vivere perché sono convinto che una qualità della vita che può offrire una realtà come la nostra non possa avere eguali con città dove i ritmi sono troppo frenetici. Questo è un mio pensiero ma penso che la pensino come me tutti quelli che restano e continuano a prodigarsi per rendere vive queste comunità. Noi ce la mettiamo tutta e speriamo che le istituzioni preposte continuino a darci una mano.

Paolo Mazzanti


Un po' di storia…

Domenica 22 giugno 1358 fu consacrata la chiesa di Ospital Monacale sotto la protezione di San Bartolomeo Apostolo; una lapide, tuttora esistente nel cimitero limitrofo, lo conferma. La costruzione dell'antica chiesa iniziò nei primi anni del XIV secolo dalla pietà di una certa Donna Margherita, abadessa del monastero di San Silvestro di Ferrara. La chiesa, agli antipodi, era costituita da un muro a semicerchio con un raggio di circa due metri e mezzo che si svolgeva a partire dalla metà dell'attuale abside verso la sacrestia. Il campanile, invece, venne costruito nel 1400 raggiungendo un'altezza di 28 metri circa e tale è rimasto ancora oggi. In verità, quest'ultimo, ha perso un notevole motivo ornamentale. Era infatti provvisto di una guglia di 7 metri abbellita da bugne che lo portavano ad un'altezza di circa 28 metri.
La guglia è stata ormai distrutta con l'ultima guerra e il restante campanile sembra ormai più... una torre.
La chiesa subì infatti due restauri significativi: il primo nel 1630 ed il secondo, più importante, concluso il 18 giugno 1977, come riportato nella lapide posta sopra il timpano del portale di ingresso.

Curiosità

- Il primo battesimo registrato nei documenti parrocchiali risale al marzo 1536 dove si battezzò Cornelia, figlia di Bernardino Maccagnani.
- Inizialmente si celebrava il patrono di San Bartolomeo che ricorreva a fine agosto; successivamente, per non far coincidere la celebrazione con i lavori della canapa, il patrono diventò Sant'Antonio ed è quello che si celebra tutt'ora la prima domenica dopo il 13 di giugno.

Tratto da "Argenta e i suoi dintorni" di Dino Giglioli
Editrice Belriguardo Ferrara,1984

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Pubblicato nel marzo del 2015
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