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San Domenicovia G.B. Aleotti - Argenta

Visite:sabato e domenica (gratuita senza prenotazione) dalle 15.30 all 18.30
Altri giorni: visita guidata a pagamento su prenotazione - Museo delle Valli tel. 0532/808058
Vedi anche il museo civico.

Già nel 1495 la Confraternita dei Battuti Bianchi, dedita al laicato religioso e sociale, aveva ceduto la propria "celletta" o "oratorio", intitolata ai Santi Giovanni Battista ed Evangelista, ai frati Domenicani, all'epoca del loro insediamento in Argenta.
Ben presto i frati la demolirono per dar luogo alla nuova chiesa, con l'attiguo convento (poi andato distrutto) votata la culto di San Domenico.
La chiesa viene costruita a partire dal 1522 in mattoni faccia a vista, secondo gli stilemi di architettura quattrocentesca ispirata ai modelli rossettiani.
Dell'edificio particolarmente interessante, da un punto di vista architettonico, è il fianco destro dove le finestre delle cappelle si stringono alle lesene in una percezione di visione dinamica di scorcio.
La facciata è scandita da sei lesene con ampio rosone e sovrastante timpano.
Il lato sinistro mostra tracce dell'antico convento, mentre il campanile richiama i motivi ornamentali della fiancata destra della chiesa.
Il campanile, scandito anch'esso da lesene, termina con un'elegante bifora ed una cuspide conica abbellita con piastrelle policrome.
L'interno ad unica navata con dodici cappelle laterali e tetto a capriate.
Negli affreschi dell'abside, di XVI secolo attribuiti all'ambito dei Coda, si riconoscono scene di S. Giovanni Battista, ed in modo particolare la Decollazione del Battista, ritenuta la parte più pregevole degli affreschi.
Nell'intervallo delle finestre dell'abside sono visibili i quattro Dottori della chiesa (da sinistra Gregorio, Ambrogio, Agostino e Girolamo), che scrivono protetti o ispirati dai quattro Evangelisti (Luca, Giovanni, Matteo,Marco); nel catino absidale la scena del Battesimo di Gesù.
Si denotano attraverso i decori un intervento nel corso del 1700 ed in modo particolare nel quarto altare che porta la data 1712, dedicato alla Beata Vergine del Rosario.
L'edificio subì un importante restauro nel 1973 per potere accogliere la Pinacoteca comunale dal 1975; dal 1998 è sede del Museo Civico, terza sezione dell'Ecomuseo, istituito per riunire insieme la Pinacoteca e la Sezione archeologica, mettendo in evidenza non solo l'evoluzione dell'arte e della cultura, ma pure le forme dei popolamenti e degli insediamenti argentani.
Degne di nota sono le raccolte con tele, pale, tavole di datazione compresa fra i secoli XV e XVIII, fra le quali emerge la "Madonna con Bambino tra i SS. Lazzaro e Giobbe" di Benvenuto Tisi detto il Garofalo (1481-1589).
Mentre nella parte centrale della chiesa sono esposti i reperti (databili dal VI al XVII secolo) rinvenuti durante gli scavi effettuati sul territorio fra il 1980 e 1993
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Pubblicato nel marzo del 2015
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