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E' nato ad Argenta il 19 ottobre 1929 ed è mancato il 22 aprile 2008. Dopo la laurea in Lettere all'Università di Bologna, ottenne borse di perfezionamento presso la Scuola Normale Superiore di Pisa e le Università di Madrid e di Freiburg (Germania). Conseguita la libera docenza, risultò vincitore del concorso nazionale alla cattedra di Letteratura Italiana e fu chiamato dall'Università di Ferrara. Diede un sostanziale contributo alla facoltà di Lettere, di recente costituzione, con incontri, mostre e convegni, per radicarla nelle tradizioni culturali di questa città.

La sua prima ricerca era stata rivolta alla prosa scientifica del Seicento, in particolare a Lorenzo Magalotti (Relazioni di viaggio di L.M.); negli studi successivi privilegiò la letteratura rinascimentale di area estense, Ariosto e Tasso, ai quali ha dedicato numerose pubblicazioni e apprezzati contributi critici (Cortesia e furore nel Rinascimento italiano; Torquato Tasso; Tasso e l'Università; L'ultimo Ariosto; Il magistero di Ludovico Ariosto; Cultura e vita civile tra Riforma e Controriforma; The Renaissance in Ferrara and its European horizons). Tra gli altri autori da lui studiati, vanno ricordati Monti, Leopardi, Pirandello (Vincenzo Monti; Dalla negazione all'attesa. Da Leopardi agli anni Quaranta; “A se stesso” di G.Leopardi; Analisi della novella pirandelliana), infine Bassani (Da Dante a Bassani e La cultura ferrarese tra le due guerre mondiali) a conclusione di un lungo percorso tracciato all'insegna della tradizione letteraria ferrarese. E' autore di oltre trenta pubblicazioni, cui vanno aggiunti circa duecento articoli e recensioni, apparsi nelle principali riviste letterarie italiane. Nel 2003 gli venne conferito il titolo di Professore emerito e continuò a tenere lezioni e conferenze molto seguite.

Nell'orazione funebre il prof. Carlo Alberto Campi ha detto: «Con la scomparsa di Walter Moretti l'Università di Ferrara perde uno dei suoi più prestigiosi esponenti, uno studioso di straordinario spessore e di raffinata cultura (...). Ha insegnato a tanti giovani non soltanto la letteratura italiana, ma anche l'amore per la libertà e per la democrazia, il rispetto per i più umili e gli indifesi. E' stato un uomo che ha fatto del rigore negli studi e dell'onestà civile e intellettuale una regola di vita (...). Alla memoria di un amico schivo, riservato e semplice, che tutti abbiamo sempre stimato profondamente come uomo e come professore, indirizzo l'ultimo saluto dell'Università di Ferrara».
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Pubblicato nel marzo del 2015
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