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E' nato a San Biagio d'Argenta il 27 marzo 1910 ed è deceduto il 6 febbraio 2004. Iniziò le sue prime ricerche storiche negli archivi della Biblioteca comunale di Argenta con Patrizio Antolini, che ne era il direttore. Ancora ventenne collaborò con riviste e giornali ferraresi, fra cui la “Gazzetta ferrarese” e “Il Corriere Padano” diretto da Nello Quilici, suo padre elettivo; divenne poi redattore della prestigiosa rivista “Nuovi Problemi di Politica, Storia ed Economia”. Il precoce carattere dei suoi scritti si fondava sui documenti inediti che cercava con fervore negli archivi e costituivano «la sua miniera e fucina». La sua attività si è orientata soprattutto su due filoni di ricerca: da un lato lo studio dell'Italia giacobina e napoleonica, dall'altro le esplorazioni e le imprese coloniali in Africa.

Dopo la laurea all'Università di Bologna in Storia e Letteratura (1935), si trasferì all'ISPI di Milano (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, fondato nel 1934 da Alberto Pirelli) e, nel 1938, a Napoli come consulente storico della “Mostra delle Terre d'Oltremare”, collaborando per alcuni anni con “Il Mattino”. Nel 1943 tornò a Ferrara dove prese parte alla Resistenza, subendo una condanna a morte che fu sospesa all'ultimo momento. Nell'immediato dopoguerra diresse a Ferrara l'organo del CLN, “Democrazia ferrarese”, e poi l'indipendente “Corriere del mattino”. Nel 1946 tornò a Napoli, dove conobbe Benedetto Croce che patrocinò la sua direzione de “il Giornale” . Dopo la chiusura di questo quotidiano (1957), ebbe una cattedra all'Università di Bari e poi all' “Istituto Universitario Orientale” di Napoli, dove tenne corsi di Storia Moderna e Storia dell'Africa, fino al suo ritiro nel 1985. Aveva conosciuto e frequentato prestigiose personalità, come Enrico De Nicola, Giovanni Leone, Adolfo Omodeo, Vincenzo Cardarelli, Giovanni Ansaldo, Epicarmo Corbino e molti altri. Negli anni 1960-68 era stato consulente storico della commissione per i programmi televisivi della RAI, di cui faceva parte anche Giorgio Bassani. Nel 1992 perdette l'amata sposa Pia Virginia, per cui decise di tornare nel paese d'origine, San Biagio, presso la sorella. Ha lasciato alla Biblioteca Comunale di Argenta tutti i suoi libri, un fondo costituito da 5200 volumi e da una enorme quantità di documenti e carteggi personali o provenienti da archivi d'Italia e d'Europa. Alcuni anni fa Giorgio Napolitano lo definì «un grande gentiluomo, un autentico liberale e democratico».

Ampia è stata la sua collaborazione a riviste come “Pegaso”, La Nuova Antologia”, “La Rassegna Storica del Risorgimento”, “Civiltà Moderna”, “La Rassegna Italiana”, “La Rivista Storica Italiana” di cui a lungo fu redattore capo. Tra le sue monografie sul giacobinismo e Napoleone ricordiamo: Atti del Congresso Cispadano; Carteggi di Francesco Melzi d'Eril (9 volumi); Bonaparte e il Direttorio dopo Campoformido; La prima repubblica italiana; Napoleone e l'Europa; L'Italia di Napoleone; L'Italia giacobina; Il Direttorio francese e la Repubblica Cisalpina. Sulle imprese coloniali: L'ultima spedizione affricana di Gustavo Bianchi; L'Italia in Africa da Mancini a Crispi; La spartizione dell'Africa: 1876-1918; L'Africa nella coscienza europea e l'imperialismo italiano. E ancora: Terrore a Ferrara durante i 18 mesi della Repubblica di Salò; Rimbaud in Africa.
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Pubblicato nel marzo del 2015
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